
I dati macroeconomici dopo il lockdown non sono migliorati, nell’ultima settimana di giugno si è registrata una perdita del -37% sulle vendite di automobili. Di conseguenza la chiusura con +5,7% registrata a Shanghai appare come una forzatura, sulle prime pagine del China Security Journal compare l’imperativo che invita a mantenere salutare il mercato dopo il lockdown.
Questo invito all’azzardo è di conseguenza un invito ad un investimento azionario in termini patriottici.
Secondo i grafici di Bloomberg il volume di acquisti sui margini sembra già esploso, ci si indebita per l’acquisto di titoli sia parzialmente che integralmente.
Il rischio per un’operazione simile, di massa in Cina è che a gonfiarsi non sia soltanto la bolla azionaria ma anche quella delle Shadow Banking, ovvero il sistema bancario secondario, ombra, delle finanziarie.
Gli osservatori finanziari dall’analisi dei benchmark cinesi, e vista la condizione geografica, paragonano i picchi ad una bolla.
Il mercato cinese era fornitore di liquidità quasi illimitata nei confronti del sistema, l’Occidente invece ne importava la deflazione da sovra-produzione industriale. Sembra che sulla scena globale si stia giocando una partita fragile tra le borse occidentali e quelle di Pechino. Secondo uno studio condotto dal FMI la ratio debito privato/debito pubblico sul Pil a livello mondiale raggiungerà un record del 278% a fine anno.
Stampare moneta sarà necessario per evitare un ipotetico crollo delle Borse e il rischio di un rialzo dei tassi reali.